TRE ESERCIZI PER ALLENARE LA FELICITA’

Non si può essere sempre felici, come non si può essere sempre tristi. C’è, però, una tendenza di fondo che può essere gestita. La felicità, in questo caso, deve essere percepita come una competenza che può e deve essere allenata.

LA FELICITA’ (NON) LA SI DEVE MERITARE
Si è osservato che, in genere, siamo felici solo “DOPO” aver fatto qualcosa che ci porti a meritarci una piacevole ricompensa.
Siamo stati educati, infatti, con la frase “prima il dovere, poi il piacere”.
L’EDUCAZIONE SOCIALE
Le nostre abitudini sono state forgiate da paradigmi come questi: “se fai il bravo, dopo ti compro il gelato”, “puoi andare a giocare solo dopo aver fatto i compiti”.
Così facendo siamo cresciuti con l’idea che, per essere felici, dobbiamo fare qualcosa per cui meritarci la felicità.

TRE ESERCIZI PER ALLENARE LA FELICITA’
La scienza ha ampiamente dimostrato che il nostro cervello è plastico, cambia ed apprende continuamente. Per avere dei risultati tangibili è opportuno allenarlo correttamente a focalizzarsi su pensieri, emozioni e comportamenti piacevoli. Per farlo ci sono tre esercizi particolarmente efficaci per rafforzare delle condizioni interiori di calma, lucidità, benessere ed intenzionalità.

CHE TU CREDA DI FARCELA O MENO, AVRAI COMUNQUE RAGIONE

Significa che siamo noi, attraverso le nostre credenze, a creare la realtà che viviamo, e non viceversa come siamo abituati a pensare abitualmente.Che tu creda di farcela (e questa è la prima credenza) o di non farcela (seconda credenza), in ogni caso, le cose avverranno avverranno assecondando il tuo schema di pensiero. Quando nasciamo, ci viene “consegnato” uno scenario pre-costituito dentro al quale, oltre al nostro nome e cognome già belli e pronti ad essere da noi “indossati”, abbiamo trovato anche alcuni schemi di comportamento e di ragionamento a cui attenerci. Già il nome e il cognome non sono cosa da poco. Se ti fossi chiamato Vasco (invece di Francesco, Davide, Michele o altri nomi comuni) in qualche modo avrebbe influito sulla tua vita, così come lo fa il cognome, la città, il periodo storico in cui siamo nati e così via. Nel famigerato scenario pre-costituito troviamo una serie di elementi che potenzialmente ci influenzeranno. Sottolineo potenzialmente perché scopo di un percorso di presa di coscienza di sé, è anche quello di liberarci da questi schemi.

COME POTER VIVERE APPIENO LA FELICITA’ NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI (NONOSTANTE TUTTO)

– PARTE 1 –

La felicità può essere considerata come un dono che facciamo a noi stessi, una sorta di auto-regalo che possiamo scegliere di vivere oppure di abbandonare.

Quando si parla di felicità intendiamo generalmente quel piacevole stato psicofisico nel quale percepiamo un senso di benessere generale che ci accompagna quasi in ogni singolo momento della nostra vita.

Il concetto di felicità è certamente soggettivo: se osserviamo i bambini possiamo notare che si divertono e riescono a essere felici con davvero poco, mentre noi adulti, quasi come se avessimo perduto qualcosa, abbiamo bisogno di stimoli più potenti.

In questo articolo vedremo in primo luogo perché essere felici è un diritto che possiede ciascuno di noi e poi capiremo come essere felici con alcuni accorgimenti molto importanti

ESSERE FELICI E’ UN DIRITTO DI TUTTI

Quando si parla della propria ricerca della felicità bisogna avere ben chiaro in mente che ognuno di noi possiede il diritto di essere felice, di prosperare e di stare bene con se stesso.

8 RISPOSTE ALLE DOMANDE SULLA FELICITÀ

Ho risposto alle domande che più spesso ci facciamo sulla felicità, cercando di dare spunti di riflessione interessanti per agire verso la direzione più funzionale.

I 5 ASPETTI DA AGIRE PER SENTIRSI FELICI

PARTE 2

I 5 ASPETTI DA AGIRE PER SENTIRSI FELICI

Prima di tutto bisogna prendere consapevolezza di due cose:

I ruoli nella società servono e la fanno apparentemente funzionare
I ruoli possono essere una traccia per orientarsi: ma tu non sei un’etichetta

1 – NON ASSUMERE I RUOLI CHE TI ATTRIBUISCONO GLI ALTRI

2 – SCEGLI ATTENTAMENTE IL TUO LAVORO

3 – PRATICA LA FELICITA’ DELIBERATA

4 – CONFESSA QUALCOSA DI CUI TI VERGOGNI

5 – ESSERE FELICI RIFIUTANDO CIO’ CHE NON VOGLIAMO

LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE NON ACCETTA UN AIUTO ESTERNO – COSA FARE?

Tutti noi siamo stati educati a fare tutto il possibile – e a volte l’impossibile – per aiutare gli altri. È un concetto che abbiamo profondamente radicato e che, senza dubbio, è encomiabile. A volte, però, nell’atto di aiutare gli altri possiamo soffrire un’emorragia emotiva che finisce per esaurire la nostra energia e distruggere il nostro equilibrio psicologico. Gli psicologi sanno che non è possibile aiutare chi non vuole essere aiutato. Ecco perché, in alcuni casi, è fondamentale capire che non tutti vogliono essere aiutati e non possiamo aiutarli.

POSSIAMO AIUTARE SOLO QUANDO L’ALTRA PERSONA ACCETTA IL NOSTRO AIUTO

Questo è il punto di partenza, possiamo aiutare solo quando l’altra persona accetta il nostro aiuto.

COME PERCEPIRE MAGGIORE CALMA E SENSO DI RILASSATEZZA

Provi eccitazione, irritabilità o tristezza senza una ragione apparente?

È una sensazione che ti invade con una certa frequenza?

Nonostante ci possano essere diverse spiegazioni, una possibilità è che tu possa soffrire di una carenza di determinate sostanze.

Il nostro cervello, infatti, può usare fino a 100 diversi neurotrasmettitori, e il GABA è uno dei più importanti.

Non a caso, lo si conosce come il neurotrasmettitore della calma e del rilassamento.

Per capire il meccanismo d’azione dei neurotrasmettitori è bene aver ben presente le sinapsi chimiche e la loro composizione, descritta precedentemente.

LO STUDIO SULLA GRATITUDINE E LA CORRELAZIONE CON LA SOLITUDINE E LA SALUTE FISICA

La gratitudine è stata concettualizzata come parte di un ampio orientamento disposizionale verso la percezione e l’apprezzamento del positivo nella vita (dagli studi effettuati da Wood, Froh e Geraghty). Studi emergenti stanno ora dimostrando che la gratitudine può svolgere un ruolo protettivo e predittivo nella salute fisica auto-riportata (Hill, Allemand e Roberts).

6 ESERCIZI PRATICI PER LE EMOZIONI POSITIVE

Per gestire al meglio le tue emozioni ed aumentare il senso di felicità percepito, ci sono pratiche quotidiane che ti possono portare a creare un’abitudine alla felicità nella tua vita e aumentare le tue emozioni positive.

Negli ultimi anni, molti ricercatori hanno trovato modi nuovi e scientificamente provati per garantire un maggior benessere.

Da Martin Seligman a Barbara Fredrickson, da Jon Kabat-Zinn a Amy Cuddy, questi “studiosi del benessere” hanno scoperto e condiviso una serie di pratiche differenti per contribuire ad aumentare il livello di positività che puoi sperimentare nella tua vita.

6 ESERCIZI PRATICI PER LE EMOZIONI POSITIVE

Per gestire al meglio le tue emozioni ed aumentare il senso di felicità percepito, ci sono pratiche quotidiane che ti possono portare a creare un’abitudine alla felicità nella tua vita e aumentare le tue emozioni positive.

Negli ultimi anni, molti ricercatori hanno trovato modi nuovi e scientificamente provati per garantire un maggior benessere.

Da Martin Seligman a Barbara Fredrickson, da Jon Kabat-Zinn a Kristin Neff, questi “studiosi del benessere” hanno scoperto e condiviso una serie di pratiche differenti per contribuire ad aumentare il livello di positività che puoi sperimentare nella tua vita.

IL POTERE DELL’INTELLIGENZA EMOTIVA

“Le persone competenti sul piano emozionale (quelle che sanno controllare i propri sentimenti, leggere quelli degli altri e trattarli efficacemente) si trovano avvantaggiate in tutti i campi della vita, sia nelle relazioni intime, che nel cogliere le regole implicite che portano al successo politico”.

Daniel Goleman (psicologo, scrittore e giornalista statunitense, uno dei massimi esperti di intelligenza emotiva) con tale affermazione, illustra quanto l’intelligenza emotiva – ossia la capacità di saper gestire la vita emozionale, utilizzandola come base per la motivazione e il comportamento – rappresenti una delle abilità più importanti in tutti gli ambiti della vita.

LE EMOZIONI DEFINISCONO IL NOSTRO STATO DI BENESSERE

Le emozioni sono stati mentali e fisiologici associati a modificazioni psicologiche, a stimoli interni o esterni, naturali o appresi.

Secondo la maggior parte delle teorie moderne, le emozioni sono un processo articolato in più componenti e con un decorso temporale che evolve.

ASPETTATI IL MEGLIO E PREPARATI AL PEGGIO CON IL BI-PENSIERO!

In molte di tali decisioni entra in gioco un bias cognitivo chiamato “Effetto di overconfidence” che è un pregiudizio consolidato in cui la fiducia soggettiva di una persona nei propri giudizi è attendibilmente maggiore dell’accuratezza oggettiva di tali giudizi, specialmente quando la fiducia è relativamente elevata.

L’eccesso di fiducia è un esempio di una calibrazione errata delle probabilità soggettive. Questo, spesso, porta ad una convinzione legata al fatto che una cosa, sopratutto negativa, non capiterà a noi.

IL MODELLO BIG FIVE DELLA PERSONALITA’ TRA STUDI E CRITICHE

La teoria dei Big Five, di Robert R. McCrae e Paul T. Costa, è una tassonomia dei tratti di personalità. Tra la moltitudine di modelli incentrati su un approccio nomotetico (ossia il modo di impostare una ricerca conoscitiva che miri alla scoperta di un assetto normativo della realtà regolata quindi nel suo complesso da leggi universali) allo studio della personalità, risulta uno dei più condivisi e testati, sia a livello teorico sia empirico.

GRATITUDINE, PERCHE’ NON DEVI MAI SOTTOVALUTARLA

È un optare consapevole e costante tra un ribellarsi e un volersi emancipare ad ogni costo dall’origine, dalle condizioni contingenti e creaturali date all’uomo e non da lui create, quali la nascita, la vita con gli altri, il mondo, la morte.

Ma gratitudine può voler dire anche scegliere, con sano realismo, di riconciliarsi con la contingenza, accettare la vita come dono e rispondere al dono con gratitudine. Saperlo fare è frutto di un lungo, complesso e spesso tortuoso cammino di crescita, di presa di coscienza sempre nuova, di esercizio della libertà, di umiltà e di buon senso, di capacità di tener conto degli altri, forse anche conseguenza dell’incontro con l’Altro.

Insomma, la gratitudine è frutto di educazione, se per educazione si intende ancora un processo, quello di iniziare l’uomo alla realtà e in questa realtà di aiutarlo a compiersi, a diventare se stesso e così orientarlo a farsi dono per gli altri e spendere le migliori energie e talenti per il bene comune. Tutto ciò può avvenire se gli si insegna a ringraziare.

EVITO LO STRESS? DIPENDE!

Siamo abituati a sentir parlare di stress in termini negativi eppure c’è uno stress funzionale, che ci aiuta a perseguire i nostri obiettivi e a migliorare le prestazioni.

ALLENA LA GRATITUDINE

SE PENSI DI NON AVERE NULLA PER CUI ESSERE GRATO, TI SBAGLI DI GROSSO!

Prova a guardarti intorno, dentro di te, cercando qualcosa di cui essere profondamente grata o grato. Lo so, a volte è difficile trovare qualcosa per cui esserlo. Eppure, se guardi con attenzione, c’è sempre qualcosa per cui essere grati. Osserva i bambini, loro sono inconsapevolmente grati per piccole cose ogni giorno, per questo hanno un sorriso così pieno di vita.

LE EMOZIONI – RICONOSCERLE ED AGIRLE

Le emozioni sono alla base della nostra vita, riflettici.

Quando nasciamo, nei primi anni di vita, l’unica cosa davvero importante sono le emozioni. Il pianto, il sorriso, lo stupore, la meraviglia, la paura, la felicità e via dicendo, sono le uniche pulsioni vitali importanti.

Lo stesso vale nella vecchiaia. Poco ci importerà dei soldi, del lavoro, se non abbiamo sviluppato un mondo emotivo ben bilanciato. La nostra memoria è basata sulle emozioni.

I NEURONI SPECCHIO E LE RELAZIONI

Sono quel ponte che ci collega, che ci lega gli uni agli altri e che, allo stesso tempo, ci permette di sperimentare tre meccanismi fondamentali:

Poter conoscere e comprendere ciò che la persona che abbiamo davanti sente o sperimenta (componente cognitiva)

Poter provare quello che la persona prova (componente emotiva)

Poter rispondere in modo compassionevole, dando vita a quel comportamento sociale che ci permette di avanzare in quanto gruppo.

COME GESTIRE LE TUE ASPETTATIVE

Delusione, frustrazione, insofferenza, insicurezza e amarezza sono tutte emozioni figlie delle aspettative e della loro mancata realizzazione.

Che siano indirizzate verso di noi o verso gli altri, le aspettative possono condizionare fortemente la vita quotidiana e generare emozioni non funzionali.

NON SEMPRE CHI CHIEDE UN CONSIGLIO VUOLE UNA TROVARE UNA SOLUZIONE

In questo caso, il nostro interlocutore, non vuole una soluzione perché, ammesso che ci sia la soluzione perfetta, non la prenderebbe mai in considerazione adducendo una serie di scuse più o meno strutturate. Quindi cosa possiamo fare?

7 TECNICHE EFFICACI PER MODIFICARE LE ABITUDINI DISFUNZIONALI

In questo articolo ti illustrerò 7 tecniche per fronteggiare, in modo funzionale, alcuni automatismi della mente e aiutarti a modificare delle abitudini per il raggiungimento dei tuoi obiettivi.

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