COME PERCEPIRE MAGGIORE CALMA E SENSO DI RILASSATEZZA

GABA, IL NEUROTRASMETTITORE DELLA CALMA

Provi eccitazione, irritabilità o tristezza senza una ragione apparente? È una sensazione che ti invade con una certa frequenza?

Nonostante ci possano essere diverse spiegazioni, una possibilità è che tu possa soffrire di una carenza di determinate sostanze.

Il nostro cervello, infatti, può usare fino a 100 diversi neurotrasmettitori e il GABA è uno dei più importanti. Non a caso, lo si conosce come il neurotrasmettitore della calma e del rilassamento.

Per capire il meccanismo d’azione dei neurotrasmettitori è bene aver ben presente le sinapsi chimiche e la loro composizione, descritta precedentemente.

I neurotrasmettitori rimangono confinati all’interno delle vescicole intracellulari, fino a che non sopraggiunge un segnale di origine nervosa capace di stimolare il rilascio delle vescicole stesse dal neurone contenitore.

Il rilascio delle vescicole ha luogo in prossimità del terminale pre-sinaptico del neurone contenitore e comporta la fuoriuscita dei neurotrasmettitori nello spazio sinaptico.

Nello spazio sinaptico, i neurotrasmettitori sono liberi di interagire con la membrana post-sinaptica della cellula nervosa, muscolare o ghiandolare, posta nelle immediate vicinanze e facente parte della sinapsi chimica.

L’interazione tra neurotrasmettitori e membrana post-sinaptica è possibile grazie alla presenza, su quest’ultima, di proteine particolari, chiamate propriamente recettori di membrana.

Il contatto tra i neurotrasmettitori e i recettori di membrana tramuta il segnale nervoso iniziale (quello che ha stimolato il rilascio delle vescicole intracellulari) in una risposta cellulare ben specifica.

Per esempio, la risposta cellulare prodotta dall’interazione tra i neurotrasmettitori e la membrana post-sinaptica di una cellula muscolare può consistere nella contrazione del tessuto muscolare a cui la suddetta cellula appartiene.

A conclusione di questo quadro schematico di come funzionano i neurotrasmettitori, è importante riportare il seguente ultimo aspetto: la risposta cellulare specifica di cui si parlava poc’anzi dipende dal tipo di neurotrasmettitore e dal tipo di recettori presenti sulla membrana post-sinaptica.


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COS’È IL POTENZIALE D’AZIONE?

In neurobiologia, il segnale nervoso che stimola il rilascio delle vescicole intracellulari prende il nome di potenziale d’azione.

Per definizione, il potenziale d’azione è quel fenomeno che ha luogo in un generico neurone e che prevede un rapido cambiamento di carica elettrica tra l’interno e l’esterno della membrana cellulare del neurone coinvolto.

Alla luce di ciò, non deve stupire quando, parlando dei segnali nervosi, gli esperti li paragonano a degli impulsi di tipo elettrico: un segnale nervoso è un evento di tipo elettrico a tutti gli effetti.

CARATTERISTICHE DELLA RISPOSTA CELLULARE

Secondo il linguaggio dei neurobiologi, la risposta cellulare indotta dai neurotrasmettitori, a livello della membrana post-sinaptica, può essere eccitatoria o inibitoria.

Una risposta eccitatoria è una reazione atta a promuovere la creazione di un impulso nervoso nell’elemento post-sinaptico.

Una risposta inibitoria, invece, è una reazione atta a inibire la creazione di un impulso nervoso nell’elemento post-sinaptico.

GABA: COS’E’ E COME AGISCE

L’acido γ-amminobutirrico (GABA) è un amminoacido e uno dei più importanti neurotrasmettitori  che regola l’eccitabilità cerebrale mediante l’inibizione del rilascio di neuroni. Questo meccanismo genera una sensazione di calma. Equilibrare adeguatamente i livelli di GABA può ridurre lo stress e l’ansia, nonché ridurre il rischio di certe malattie.

È, di fatto, il neurotrasmettitore inibitore più usato. I neurotrasmettitori inibitori diminuiscono le probabilità che un impulso nervoso si presenti con troppa forza.

La funzione principale dell’acido γ-amminobutirrico, come neurotrasmettitore inibitore, è rallentare l’attività cerebrale. È inoltre coinvolto in aspetti quali: vista, sonno, tono muscolare e controllo motorio. Inoltre, è distribuito ampiamente, dentro e fuori dal sistema nervoso centrale. Si trova anche in intestino, stomaco, vescica, polmoni, fegato, pelle, milza, muscoli, reni, pancreas e organi riproduttivi.

Le malattie e i disturbi relazionati alla disfunzione del GABA includono autismo, disturbo bipolare, depressione, schizofrenia, epilessia, fibromialgia, meningite, alcuni tipi di demenza (morbo di Alzheimer, demenza a corpi di Lewy, demenza frontotemporale) e alcuni disturbi intestinali (morbo di Crohn, carcinoma colon-retto, sindrome dell’intestino irritabile o IBS, colite ulcerosa).

Anche le malattie caratterizzate da movimenti involontari, come il Parkinson, la discinesia tardiva e la Malattia di Huntington (MH), sono associate a bassi livelli di questo neurotrasmettitore.

Una delle funzioni più importanti dell’acido γ-amminobutirrico è la sua capacità di ridurre lo stress e l’ansia. Quando i suoi livelli sono bassi, le probabilità di sentirci ansiosi, stanchi e molto sensibili agli stimoli aumentano. In questo senso, un articolo pubblicato sulla rivista Nature ha affermato che questo neurotrasmettitore può diminuire nello specifico i pensieri indesiderati che alimentano stress, ansia, depressione e altri disturbi mentali.Un altro modo in cui l’acido γ-amminobutirrico condiziona l’attività cerebrale è alterando i modelli delle onde cerebrali. La presenza del GABA aumenta le onde cerebrali associate a uno stato di rilassamento (onde alfa) e diminuisce quelle associate allo stress e all’ansia (onde beta).

IL GIUSTO EQUILIBRIO DELL’ ATTIVITà CEREBRALE

Per parlare di come funziona l’acido γ-amminobutirrico, occorre tenere conto di un altro neurotrasmettitore, l’acido glutammico. Questo neurotrasmettitore è un sottoprodotto naturale della creazione di energia nel cervello. Uno dei prodotti della metabolizzazione del glucosio nel cervello.

Questi due neurotrasmettitori sono complementari e opposti. L’acido glutammico, come principale neurotrasmettitore eccitante, equilibra gli effetti inibitori del GABA. I neurotrasmettitori eccitatori, aumentano le probabilità che un impulso nervoso vada alle stelle. Quindi, mentre GABA ritarda l’attività cerebrale, l’acido glutammico la accelera.

Questi due neurotrasmettitori lavorano insieme per equilibrare l’attività cerebrale. Oltre a ciò, possono anche trasformarsi l’uno nell’altro. L’acido glutammico è il precursore dell’acido γ-amminobutirrico, e quest’ultimo, a sua volta, può riciclarsi in acido glutammico, qualora sia necessario.

COME CAPIRE SE SI HANNO BASSI LIVELLI DI GABA

Nella maggior parte dei casi una disfunzione dei livelli di GABA può essere attribuita direttamente allo stile di vita. In questo senso, d’accordo con il dottor Datis Kharrazian, ricercatore presso la Harvard Medical School, troppo stress, una cattiva alimentazione, la mancanza di sonno, troppa caffeina e l’intolleranza al glutine, sono cause di un’alterazione dei livelli di GABA.

Occorre considerare che anche i batteri intestinali producono questo neurotrasmettitore, motivo per cui la disbiosi, uno squilibrio fra i batteri intestinali buoni e cattivi, può provocare una produzione molto ridotta di GABA.

L’eccesso di acido glutammico, poi, diventa GABA con l’aiuto della vitamina B6 e dell’enzima acido glutammico decarbossilasi. Ma una carenza di vitamina B6 o una reazione autoimmune possono interferire con la produzione del GABA. Le cause di questa reazione autoimmune includono disturbi autoimmuni, diabete, intolleranza al glutine, celiachia e la malattia di Hashimoto.

D’altra parte, sono molti i cambiamenti chimici che possono influire sull’equilibrio acido glutammico-GABA. Per quanto riguarda le sostanze di consumo, la caffeina inibisce l’attività del GABA, mentre l’alcol e i calmanti la aumentano.

COME AUMENTARE I LIVELLI DI GABA

Esistono degli integratori di GABA che contengono una versione sintetica di questo neurotrasmettitore. Tuttavia, vi sono delle controversie in merito alla loro efficacia. Non si sa se, sotto forma di integratore, il neurotrasmettitore arriva al cervello a sufficienza per fare effetto.

Al momento attuale non sono state stabilite nemmeno delle precise dosi di assunzione. Inoltre, le ricerche sugli effetti collaterali di questi integratori non sono sufficienti.

Tuttavia, vi sono molti altri modi per mantenere sani livelli di GABA.

Uno di questi è mediante l’alimentazione.

I ricercatori hanno analizzato i contenuti di GABA in un’ampia varietà di alimenti, come germe di riso integrale, germogli di riso integrale, germogli d’orzo, germogli di soia, fagiolini, mais, orzo, riso integrale, spinaci, patate, patate dolci, cavolo e castagne.

Una ricerca condotta dall’Istituto di Bioscienze dell’Università di Cork, in Irlanda, ha rivelato che gli alimenti probiotici aumentano l’acido γ-amminobutirrico. Alimenti come lo yogurt, il kefir, il kimchi e i crauti contengono i ceppi batterici produttori di GABA: Lactobacillus brevis e Bifidobacterium dentium.

D’altra parte, se vi preoccupano i vostri livelli di GABA, dovete ridurre al minimo l’ingestione di caffeina, dato che inibisce la capacità di questo neurotrasmettitore di legarsi ai suoi recettori. Potete bere del tè, che contiene meno caffeina, ma possiede l’amminoacido l-teanina, che aumenta questo neurotrasmettitore.

Un altro modo molto efficace per aumentare i livelli di GABA è fare attività fisica. Qualsiasi tipo di attività fisica aumenta i livelli di questo neurotrasmettitore, ma lo yoga è la più indicata. I livelli di BAGA nel cervello possono aumentare fino a un 27% dopo una sola sessione di yoga.

Infine si può lavorare a livello neurolinguistico in modo specifico e preciso, con una seria di accorgimenti.


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Pubblicato da OBIETTIVO BENESSERE

Ho creato un percorso fondato su nozioni scientificamente validate, cha aiuta le persone, che si sentono in una condizione non ottimale, a raggiungere un benessere fisico, mentale ed emotivo, con piccoli passi stimolanti e molto efficaci. Sono convinto che, ognuno di noi, nella propria vita, si sia trovato davanti ad una situazione difficile da gestire, che abbia sperimentato molteplici tecniche per stare meglio, ma non abbia poi avuto i risultati sperati. Nel corso degli anni, ho avuto gravi problemi fisici e disturbi psicologici piuttosto impattanti, derivati da una serie di esperienze vissute sin dall'infanzia e da fattori esterni. Per ritrovare il mio equilibrio ottimale ho fatto affidamento a molti specialisti e studi scientifici di comprovata efficienza internazionale, con discreti risultati. Le tecniche non erano sbagliate di per sé, ma non venivano considerate all'interno di un contesto multidisciplinare sapientemente strutturato. Dopo l'ultimo grave trauma, ho sperimentato su di me, con strabilianti risultati, i più aggiornati ed efficaci studi medico-scientifici internazionali - molti dei quali difficilmente reperibili - li ho approfonditi con l'aiuto di esperti e li ho accuratamente organizzati, creando un percorso che aiuta le persone a ritrovare e migliorare il proprio equilibrio fisico, mentale ed emotivo. Con una serie di video, audio, PDF e mappe mentali mi sono promesso di guidare le persone, in modo sano ed efficace, al raggiungimento di una profonda consapevolezza e all'attuazione degli elementi portanti del benessere.

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