CHE TU CREDA DI FARCELA O MENO, AVRAI COMUNQUE RAGIONE

Significa che siamo noi, attraverso le nostre credenze, a creare la realtà che viviamo, e non viceversa come siamo abituati a pensare abitualmente.Che tu creda di farcela (e questa è la prima credenza) o di non farcela (seconda credenza), in ogni caso, le cose avverranno avverranno assecondando il tuo schema di pensiero. Quando nasciamo, ci viene “consegnato” uno scenario pre-costituito dentro al quale, oltre al nostro nome e cognome già belli e pronti ad essere da noi “indossati”, abbiamo trovato anche alcuni schemi di comportamento e di ragionamento a cui attenerci. Già il nome e il cognome non sono cosa da poco. Se ti fossi chiamato Vasco (invece di Francesco, Davide, Michele o altri nomi comuni) in qualche modo avrebbe influito sulla tua vita, così come lo fa il cognome, la città, il periodo storico in cui siamo nati e così via. Nel famigerato scenario pre-costituito troviamo una serie di elementi che potenzialmente ci influenzeranno. Sottolineo potenzialmente perché scopo di un percorso di presa di coscienza di sé, è anche quello di liberarci da questi schemi.

COME POTER VIVERE APPIENO LA FELICITA’ NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI (NONOSTANTE TUTTO)

– PARTE 1 –

La felicità può essere considerata come un dono che facciamo a noi stessi, una sorta di auto-regalo che possiamo scegliere di vivere oppure di abbandonare.

Quando si parla di felicità intendiamo generalmente quel piacevole stato psicofisico nel quale percepiamo un senso di benessere generale che ci accompagna quasi in ogni singolo momento della nostra vita.

Il concetto di felicità è certamente soggettivo: se osserviamo i bambini possiamo notare che si divertono e riescono a essere felici con davvero poco, mentre noi adulti, quasi come se avessimo perduto qualcosa, abbiamo bisogno di stimoli più potenti.

In questo articolo vedremo in primo luogo perché essere felici è un diritto che possiede ciascuno di noi e poi capiremo come essere felici con alcuni accorgimenti molto importanti

ESSERE FELICI E’ UN DIRITTO DI TUTTI

Quando si parla della propria ricerca della felicità bisogna avere ben chiaro in mente che ognuno di noi possiede il diritto di essere felice, di prosperare e di stare bene con se stesso.

8 RISPOSTE ALLE DOMANDE SULLA FELICITÀ

Ho risposto alle domande che più spesso ci facciamo sulla felicità, cercando di dare spunti di riflessione interessanti per agire verso la direzione più funzionale.

I 5 ASPETTI DA AGIRE PER SENTIRSI FELICI

PARTE 2

I 5 ASPETTI DA AGIRE PER SENTIRSI FELICI

Prima di tutto bisogna prendere consapevolezza di due cose:

I ruoli nella società servono e la fanno apparentemente funzionare
I ruoli possono essere una traccia per orientarsi: ma tu non sei un’etichetta

1 – NON ASSUMERE I RUOLI CHE TI ATTRIBUISCONO GLI ALTRI

2 – SCEGLI ATTENTAMENTE IL TUO LAVORO

3 – PRATICA LA FELICITA’ DELIBERATA

4 – CONFESSA QUALCOSA DI CUI TI VERGOGNI

5 – ESSERE FELICI RIFIUTANDO CIO’ CHE NON VOGLIAMO

COME PERCEPIRE MAGGIORE CALMA E SENSO DI RILASSATEZZA

Provi eccitazione, irritabilità o tristezza senza una ragione apparente?

È una sensazione che ti invade con una certa frequenza?

Nonostante ci possano essere diverse spiegazioni, una possibilità è che tu possa soffrire di una carenza di determinate sostanze.

Il nostro cervello, infatti, può usare fino a 100 diversi neurotrasmettitori, e il GABA è uno dei più importanti.

Non a caso, lo si conosce come il neurotrasmettitore della calma e del rilassamento.

Per capire il meccanismo d’azione dei neurotrasmettitori è bene aver ben presente le sinapsi chimiche e la loro composizione, descritta precedentemente.

LO STUDIO SULLA GRATITUDINE E LA CORRELAZIONE CON LA SOLITUDINE E LA SALUTE FISICA

La gratitudine è stata concettualizzata come parte di un ampio orientamento disposizionale verso la percezione e l’apprezzamento del positivo nella vita (dagli studi effettuati da Wood, Froh e Geraghty). Studi emergenti stanno ora dimostrando che la gratitudine può svolgere un ruolo protettivo e predittivo nella salute fisica auto-riportata (Hill, Allemand e Roberts).

6 ESERCIZI PRATICI PER LE EMOZIONI POSITIVE

Per gestire al meglio le tue emozioni ed aumentare il senso di felicità percepito, ci sono pratiche quotidiane che ti possono portare a creare un’abitudine alla felicità nella tua vita e aumentare le tue emozioni positive.

Negli ultimi anni, molti ricercatori hanno trovato modi nuovi e scientificamente provati per garantire un maggior benessere.

Da Martin Seligman a Barbara Fredrickson, da Jon Kabat-Zinn a Amy Cuddy, questi “studiosi del benessere” hanno scoperto e condiviso una serie di pratiche differenti per contribuire ad aumentare il livello di positività che puoi sperimentare nella tua vita.

6 ESERCIZI PRATICI PER LE EMOZIONI POSITIVE

Per gestire al meglio le tue emozioni ed aumentare il senso di felicità percepito, ci sono pratiche quotidiane che ti possono portare a creare un’abitudine alla felicità nella tua vita e aumentare le tue emozioni positive.

Negli ultimi anni, molti ricercatori hanno trovato modi nuovi e scientificamente provati per garantire un maggior benessere.

Da Martin Seligman a Barbara Fredrickson, da Jon Kabat-Zinn a Kristin Neff, questi “studiosi del benessere” hanno scoperto e condiviso una serie di pratiche differenti per contribuire ad aumentare il livello di positività che puoi sperimentare nella tua vita.

IL POTERE DELL’INTELLIGENZA EMOTIVA

“Le persone competenti sul piano emozionale (quelle che sanno controllare i propri sentimenti, leggere quelli degli altri e trattarli efficacemente) si trovano avvantaggiate in tutti i campi della vita, sia nelle relazioni intime, che nel cogliere le regole implicite che portano al successo politico”.

Daniel Goleman (psicologo, scrittore e giornalista statunitense, uno dei massimi esperti di intelligenza emotiva) con tale affermazione, illustra quanto l’intelligenza emotiva – ossia la capacità di saper gestire la vita emozionale, utilizzandola come base per la motivazione e il comportamento – rappresenti una delle abilità più importanti in tutti gli ambiti della vita.

PER SENTIRTI SEMPRE MEGLIO PROVA IL METODO SI.CO.RE.

Ci sono migliaia di studi scientifici internazionali che attestano gli enormi effetti benefici che, alcune semplici abitudini, possono apportare al nostro benessere fisico, mentale ed emotivo.

Il nostro benessere è imprescindibilmente legato al funzionamento della nostra mente, sia che abbiamo piccoli fastidi, sia che abbiamo problemi oggettivamente molto impattanti.

Tali accorgimenti se eseguiti correttamente ed in modo costante aumentano il nostro senso di consapevolezza e benessere generale.

TROVA LA TUA “RAGIONE DI VITA” CON IL METODO IKIGAI

IKIGAI è l’unione tra “iki” (vivere) e “gai” (ragione) e significa proprio “ragione di vivere”, “ragione di vita” e, secondo la cultura giapponese, ognuno di noi la possiede.

I CINQUE PILASTRI DELL’IKIGAI

Ken Mogi, neuro-scienziato giapponese, ha definito i cinque pilastri fondamentali:

1 – COMINCIARE IN PICCOLO

2 – DIMENTICARSI DI SE’

3 – ARMONIA E SOSTENIBILITÀ

4 – GIOIA PER LE PICCOLE COSE

5 – STARE NEL QUI ED ORA

LE EMOZIONI DEFINISCONO IL NOSTRO STATO DI BENESSERE

Le emozioni sono stati mentali e fisiologici associati a modificazioni psicologiche, a stimoli interni o esterni, naturali o appresi.

Secondo la maggior parte delle teorie moderne, le emozioni sono un processo articolato in più componenti e con un decorso temporale che evolve.

IL TUO CERVELLO TI INGANNA, ALLENALO!

Le distorsioni cognitive

ASTRAZIONE SELETTIVA DELLE INFORMAZIONI

Si crea un’astrazione selettiva delle informazioni quando si considerano solo i dati in accordo con le proprie convinzioni, ignorando o sottovalutando quelli che non lo sono.

ESEMPIO

Se mentre parli in pubblico ti accorgi che tre persone, di un’ampia platea, stanno sbadigliando o sono distratte, verrai alla conclusione che non sei in grado di coinvolgere il pubblico.

ASPETTATI IL MEGLIO E PREPARATI AL PEGGIO CON IL BI-PENSIERO!

In molte di tali decisioni entra in gioco un bias cognitivo chiamato “Effetto di overconfidence” che è un pregiudizio consolidato in cui la fiducia soggettiva di una persona nei propri giudizi è attendibilmente maggiore dell’accuratezza oggettiva di tali giudizi, specialmente quando la fiducia è relativamente elevata.

L’eccesso di fiducia è un esempio di una calibrazione errata delle probabilità soggettive. Questo, spesso, porta ad una convinzione legata al fatto che una cosa, sopratutto negativa, non capiterà a noi.

IL MODELLO BIG FIVE DELLA PERSONALITA’ TRA STUDI E CRITICHE

La teoria dei Big Five, di Robert R. McCrae e Paul T. Costa, è una tassonomia dei tratti di personalità. Tra la moltitudine di modelli incentrati su un approccio nomotetico (ossia il modo di impostare una ricerca conoscitiva che miri alla scoperta di un assetto normativo della realtà regolata quindi nel suo complesso da leggi universali) allo studio della personalità, risulta uno dei più condivisi e testati, sia a livello teorico sia empirico.

DISTORSIONI COGNITIVE ”L’IPERGENERALIZZAZIONE”

E’ una delle distorsioni cognitive più diffuse.

Si tratta di un fenomeno per cui un evento, un comportamento o un’esperienza, vengono percepiti come rappresentativi di una situazione generalizzata ed universale e non percepiti, invece, per quello che sono, ossia come un singolo evento, comportamento o esperienza.

GRATITUDINE, PERCHE’ NON DEVI MAI SOTTOVALUTARLA

È un optare consapevole e costante tra un ribellarsi e un volersi emancipare ad ogni costo dall’origine, dalle condizioni contingenti e creaturali date all’uomo e non da lui create, quali la nascita, la vita con gli altri, il mondo, la morte.

Ma gratitudine può voler dire anche scegliere, con sano realismo, di riconciliarsi con la contingenza, accettare la vita come dono e rispondere al dono con gratitudine. Saperlo fare è frutto di un lungo, complesso e spesso tortuoso cammino di crescita, di presa di coscienza sempre nuova, di esercizio della libertà, di umiltà e di buon senso, di capacità di tener conto degli altri, forse anche conseguenza dell’incontro con l’Altro.

Insomma, la gratitudine è frutto di educazione, se per educazione si intende ancora un processo, quello di iniziare l’uomo alla realtà e in questa realtà di aiutarlo a compiersi, a diventare se stesso e così orientarlo a farsi dono per gli altri e spendere le migliori energie e talenti per il bene comune. Tutto ciò può avvenire se gli si insegna a ringraziare.

EVITO LO STRESS? DIPENDE!

Siamo abituati a sentir parlare di stress in termini negativi eppure c’è uno stress funzionale, che ci aiuta a perseguire i nostri obiettivi e a migliorare le prestazioni.

ALLENA LA GRATITUDINE

SE PENSI DI NON AVERE NULLA PER CUI ESSERE GRATO, TI SBAGLI DI GROSSO!

Prova a guardarti intorno, dentro di te, cercando qualcosa di cui essere profondamente grata o grato. Lo so, a volte è difficile trovare qualcosa per cui esserlo. Eppure, se guardi con attenzione, c’è sempre qualcosa per cui essere grati. Osserva i bambini, loro sono inconsapevolmente grati per piccole cose ogni giorno, per questo hanno un sorriso così pieno di vita.

LE EMOZIONI – RICONOSCERLE ED AGIRLE

Le emozioni sono alla base della nostra vita, riflettici.

Quando nasciamo, nei primi anni di vita, l’unica cosa davvero importante sono le emozioni. Il pianto, il sorriso, lo stupore, la meraviglia, la paura, la felicità e via dicendo, sono le uniche pulsioni vitali importanti.

Lo stesso vale nella vecchiaia. Poco ci importerà dei soldi, del lavoro, se non abbiamo sviluppato un mondo emotivo ben bilanciato. La nostra memoria è basata sulle emozioni.

I NEURONI SPECCHIO E LE RELAZIONI

Sono quel ponte che ci collega, che ci lega gli uni agli altri e che, allo stesso tempo, ci permette di sperimentare tre meccanismi fondamentali:

Poter conoscere e comprendere ciò che la persona che abbiamo davanti sente o sperimenta (componente cognitiva)

Poter provare quello che la persona prova (componente emotiva)

Poter rispondere in modo compassionevole, dando vita a quel comportamento sociale che ci permette di avanzare in quanto gruppo.

COME GESTIRE LE TUE ASPETTATIVE

Delusione, frustrazione, insofferenza, insicurezza e amarezza sono tutte emozioni figlie delle aspettative e della loro mancata realizzazione.

Che siano indirizzate verso di noi o verso gli altri, le aspettative possono condizionare fortemente la vita quotidiana e generare emozioni non funzionali.

NON SEMPRE CHI CHIEDE UN CONSIGLIO VUOLE UNA TROVARE UNA SOLUZIONE

In questo caso, il nostro interlocutore, non vuole una soluzione perché, ammesso che ci sia la soluzione perfetta, non la prenderebbe mai in considerazione adducendo una serie di scuse più o meno strutturate. Quindi cosa possiamo fare?

I WEBINAR DEL PROTOCOLLO DALL’OBIETTIVO AL BENESSERE

In questa pagina metterò a disposizione i webinar registrati, in ordine cronologico. Come puoi appurare tu stesso, si mantiene molta discrezione e il giusto anonimato. Interviene solo chi vuole farlo e le webcam possono restare spente (se si vuole avere maggiore riserbo) o accese, a seconda delle proprie personali esigenze. Le registrazioni non mostrano i cognomi a tutela della privacy.

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