I PRESUPPOSTI PER LA FELICITÀ AZIENDALE

Le aziende che considerano la felicità dei loro dipendenti come una priorità su cui fare affidamento, sono in grado di realizzare una maggiore produttività e un migliore rendimento economico.

Inoltre, una condizione di benessere psicologico del personale, contribuisce ad attirare i migliori talenti disponibili nel mondo del lavoro.

Un’azienda felice, quindi, è anche un’azienda di successo.

PRESUPPOSTI PER LA FELICITÀ AZIENDALE

Per realizzare situazioni favorevoli alla sfera psico-emotiva dei dipendenti, un’azienda deve prima di tutto identificare gli obiettivi da raggiungere, che di solito coincidono con una maggiore soddisfazione e gratificazione del personale.

Per raggiungere questi scopi è opportuno incentivare l’equilibrio tra lavoro e vita, secondo il famoso slogan “work-life balance”.

Tale condizione è resa possibile dalla flessibilità degli orari, dato che spesso gli impiegati devono conciliare le esigenze domestiche con quelle professionali.

Un dipendente stressato è sicuramente infelice, ma anche scarsamente produttivo, contribuendo a creare un circolo vizioso molto dannoso per l’azienda.

Secondo numerose statistiche, in seguito all’accorciamento dell’orario di lavoro, numerose aziende hanno realizzato un aumento di fatturato di oltre il 40%.

Pensa che Netflix concede ai propri dipendenti vacanze illimitate!

Sì, hai letto bene, vacanze illimitate.

Questo perché, chi lavora per Netflix,  è gratificato dal raggiungimento dei propri obiettivi e non troverà beneficio alcuno nel non produrre.

Uno dei presupposti fondamentali per rendere felici i dipendenti, è quello di attuare tutte le strategie utili per contenere il più possibile la negatività causata da situazioni logistiche.

Questo fatto presuppone di mettere a disposizione del personale le migliori strategie operative, soprattutto per quanto riguarda i rapporti con la clientela che, di solito, costituisce il punto critico di maggiore impatto.

UN DIPENDENTE APPREZZATO E’ UN DIPENDENTE FELICE

Per essere felice un dipendente deve venire apprezzato e, per ottenere questo scopo, l’azienda è tenuta a fornirgli i mezzi più adeguati per incentivare le proprie potenzialità.

Bisogna sempre tenere presente che, non sono soltanto lo stipendio oppure i benefit a rendere felice un impiegato, ma è anche e soprattutto il clima che si respira in azienda, l’atmosfera rilassata e positiva e i rapporti interpersonali basati su comprensione e sinergia.

Sono questi sono i presupposti necessari per creare un team veramente produttivo, in grado di offrire il meglio di sé nel contesto lavorativo.

Secondo molti psicologi, il welfare aziendale passa attraverso il benessere dei propri collaboratori, che deve venire supportato da favorevoli condizioni interpersonali. Una corretta organizzazione delle dinamiche aziendali è uno dei più importanti requisiti che portano alla felicità del personale, il cui ruolo viene valorizzato nella giusta maniera.

Essere in grado di ottimizzare le risorse personali, in rapporto alle necessità aziendali, consente di creare un ambiente ideale per i dipendenti.

COME OTTENERE LA FELICITÀ IN AZIENDA

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Per ottenere la felicità aziendale è necessario prendere in esame alcune strategie logistiche.

1 – AMALGAMARE IL TEAM

Portando il proprio team ad un elevato livello di condivisione è possibile creare i presupposti per rendere felici tutti i componenti che si sentono pertanto parte di un “tutto” e partecipano attivamente alle attività.

2 – MOTIVARE IL PERSONALE

Motivando il personale al lavoro è possibile impostare una strategia di crescita aziendale fondata sulla soddisfazione e non sull’imposizione. In questo modo i dipendenti sono spinti naturalmente a dare il massimo.

3 – POTENZIARE LA COMUNICAZIONE INTERPERSONALE

Potenziando la comunicazione interpersonale, si creano i presupposti per realizzare una sinergia equilibrata tra i dipendenti, eliminando invidie e rancori, ma sviluppando la cooperazione.

4 – REALIZZARE INSIEME QUALCOSA DI IMPORTANTE

La possibilità di creare qualcosa di importante potendo condividere questa impresa con tutti i membri del team aziendale produce una grande felicità derivante dalla soddisfazione di vivere esperienze importanti.

5 – TRASMETTERE PASSIONE

In ogni azienda sono presenti dei leader, il cui ruolo è di guidare il lavoro dei dipendenti. Queste figure di riferimento devono essere in grado di trasmettere passione per le attività che si svolgono in ambito professionale, per condividere con il personale la felicità di creare qualcosa.

6 – GRATIFICARE I DIPENDENTI

Gratificare i dipendenti non significa soltanto aumentare il loro stipendio oppure concedere benefit, ma anche imparare a conoscerli, cercando di abbattere le barriere che spesso si frappongono tra i “capi” e il personale.

7 – INCENTIVARE I RICONOSCIMENTI PUBBLICI

Per motivare i dipendenti e renderli soddisfatti del proprio operato non c’é niente di meglio che premiarli pubblicamente riconoscendo i loro successi. In questo modo, il lavoro viene considerato come un piacevole aspetto della vita e non come una sgradevole imposizione.

8 – PROMUOVERE I PUNTI DI FORNZA DEI DIPENDENTI

Per far prosperare gli interessi di tutti i dipendenti è opportuno promuovere i loro punti di forza. In tal modo si ottiene da un lato la soddisfazione del singolo che viene stimolato a dare sempre il meglio di sé e d’altro lato si realizza un potenziamento della produttività collettiva.

9 – CORREGGERE INVECE DI CRITICARE

Le critiche non sono mai produttive e, pertanto, in tutte le situazioni in cui sia obbligatorio modificare qualche comportamento, è preferibile correggere individualmente il singolo dipendente, offrendogli un supporto pratico per migliorarsi.

10 – POTENZIARE IL DIALOGO

Potenziare il dialogo tra dipendenti e vertici aziendali è il modo migliore per garantire una maggiore felicità al personale che si sente coinvolto in una mission condivisa e quindi maggiormente soddisfacente, nella prospettiva di migliorare il proprio ruolo nella gerarchia aziendale.

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Pubblicato da OBIETTIVO BENESSERE

OBIETTIVO BENESSERE è un percorso basato sulla mindfulness, termine inglese che vuol dire “consapevolezza“ e che, secondo Jon Kabat-Zinn, l’ideatore del protocollo MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction) consiste nel: "prestare attenzione con intenzione al momento presente in modo non giudicante". La si può descrivere anche come un modo per coltivare una presenza più piena all’esperienza del momento, al qui e ora. L’approccio della mindfulness deriva ed è basato sulla meditazione di consapevolezza – una delle principali tradizione meditative del buddismo classico, ma scevro della cornice religiosa e corroborato da migliaia di ricerche scientifiche internazionali – e consiste proprio nel proporre un livello introduttivo, iniziale di pratica di meditazione che sia adeguato e adatto a contesti quotidiani, all’esperienza di vita normale che sperimentiamo tutti i giorni, specifico per migliorare l’equilibrio emotivo, il benessere psicofisico, la gestione di ansia, stress, dolore, dipendenze e disturbi depressivi minori.

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