TRE ESERCIZI PER ALLENARE LA FELICITA’

Non si può essere sempre felici, come non si può essere sempre tristi. C’è, però, una tendenza di fondo che può essere gestita. La felicità, in questo caso, deve essere percepita come una competenza che può e deve essere allenata.

LA FELICITA’ (NON) LA SI DEVE MERITARE
Si è osservato che, in genere, siamo felici solo “DOPO” aver fatto qualcosa che ci porti a meritarci una piacevole ricompensa.
Siamo stati educati, infatti, con la frase “prima il dovere, poi il piacere”.
L’EDUCAZIONE SOCIALE
Le nostre abitudini sono state forgiate da paradigmi come questi: “se fai il bravo, dopo ti compro il gelato”, “puoi andare a giocare solo dopo aver fatto i compiti”.
Così facendo siamo cresciuti con l’idea che, per essere felici, dobbiamo fare qualcosa per cui meritarci la felicità.

TRE ESERCIZI PER ALLENARE LA FELICITA’
La scienza ha ampiamente dimostrato che il nostro cervello è plastico, cambia ed apprende continuamente. Per avere dei risultati tangibili è opportuno allenarlo correttamente a focalizzarsi su pensieri, emozioni e comportamenti piacevoli. Per farlo ci sono tre esercizi particolarmente efficaci per rafforzare delle condizioni interiori di calma, lucidità, benessere ed intenzionalità.

TROVA LA TUA “RAGIONE DI VITA” CON IL METODO IKIGAI

IKIGAI è l’unione tra “iki” (vivere) e “gai” (ragione) e significa proprio “ragione di vivere”, “ragione di vita” e, secondo la cultura giapponese, ognuno di noi la possiede.

I CINQUE PILASTRI DELL’IKIGAI

Ken Mogi, neuro-scienziato giapponese, ha definito i cinque pilastri fondamentali:

1 – COMINCIARE IN PICCOLO

2 – DIMENTICARSI DI SE’

3 – ARMONIA E SOSTENIBILITÀ

4 – GIOIA PER LE PICCOLE COSE

5 – STARE NEL QUI ED ORA

LE EMOZIONI DEFINISCONO IL NOSTRO STATO DI BENESSERE

Le emozioni sono stati mentali e fisiologici associati a modificazioni psicologiche, a stimoli interni o esterni, naturali o appresi.

Secondo la maggior parte delle teorie moderne, le emozioni sono un processo articolato in più componenti e con un decorso temporale che evolve.

IL TUO CERVELLO TI INGANNA, ALLENALO!

Le distorsioni cognitive

ASTRAZIONE SELETTIVA DELLE INFORMAZIONI

Si crea un’astrazione selettiva delle informazioni quando si considerano solo i dati in accordo con le proprie convinzioni, ignorando o sottovalutando quelli che non lo sono.

ESEMPIO

Se mentre parli in pubblico ti accorgi che tre persone, di un’ampia platea, stanno sbadigliando o sono distratte, verrai alla conclusione che non sei in grado di coinvolgere il pubblico.

ASPETTATI IL MEGLIO E PREPARATI AL PEGGIO CON IL BI-PENSIERO!

In molte di tali decisioni entra in gioco un bias cognitivo chiamato “Effetto di overconfidence” che è un pregiudizio consolidato in cui la fiducia soggettiva di una persona nei propri giudizi è attendibilmente maggiore dell’accuratezza oggettiva di tali giudizi, specialmente quando la fiducia è relativamente elevata.

L’eccesso di fiducia è un esempio di una calibrazione errata delle probabilità soggettive. Questo, spesso, porta ad una convinzione legata al fatto che una cosa, sopratutto negativa, non capiterà a noi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: